Primo Pomeriggio di Neve

Essere consapevole:

Nevica.

Bianco su grigio, bianco su verde, bianco su terra.

Bianco su tutti i colori, bianco su tutto.

Nevica e i contorni si fanno più netti, insieme alle sfumature e ai contrasti. Le porte e le finestre si chiudono, le sciarpe si avvolgono al collo, i berretti calati sulle orecchie.

Nevica e il suo cadere accarezza ogni rumore ed ogni silenzio, ogni più piccolo particolare sensoriale. Nevica e i fiocchi caduti riflettono la luce e la amplificano, illuminano ciò che ci circonda.

La neve è

consapevolezza

astrazione, sicurezza

simultaneità, vulnerabilità, forza.

Forza, si va avanti. Bianco è un foglio da riempire, e lo è sempre, ma in inverno viene esplicitato. Siamo noi, noi ogni giorno che lo riempiamo. Solo noi, parassiti perché non autonomi di fronte alla natura come gli altri animali. Lo riempiamo e ne viviamo, veleno.

Non voglio guardare il nostro futuro, piuttosto autodistruggiamoci.

Presente. Natura. Aspetta, un momento, con calma. Adesso si decide il futuro. Respira, ancora un po’. Duemilacinquecentottantaquattro cose da fare in un minuto. Vai, inizia, quando ti pare. Hai una vita a disposizione, non la buttare.

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