Nel segreto della cabina elettorale…

E così, esattamente come è comparso, il governo Monti svanirà. Alfano (o Berlusconi) ha infatti pronunciato le parole magiche che la stragrande maggioranza del popolo fin’ora ha provato ad esprimere senza possedere però una bacchetta magica che lo aiutasse nell’impresa: l’esperienza Monti è conclusa. e se lo dice Alfano, Monti si attiene.

Dopo che il governo dei tecnici si è infangato le mani compiendo il lavoro più sporco degli ultimi anni, nonostante ci fossero dei termini di tempo ben precisi, ecco che la destra reazionaria e provocatrice (al contrario dell’altra destra) toglie il pallone e minaccia di bucarlo. Se c’è chi ancora si chiede perché aspettare tutto questo tempo (o perché non aspettare i tempi previsti) per togliere la bacchetta magica dalle mani del maghetto Voldemort, le risposte sono proprio qui davanti ai nostri occhi. Un’azione eclatante questa di Alfano, forse mirata a risultare un po’ più simpatico a chi di Monti ne ha piene le palle e vuole levarselo come una spina dal piede (o un cazzone dal culo, fate vobis). Il piccolo dettaglio è che però le cose sono già state fatte.

Monti ha fatto comodo a tutti tra i funzionari della politica (un po’ meno ai cittadini), infatti mi sembra che nessuno abbia fermato i giochi fin’ora, realtà alla mano. Come biasimarli: un anno di stipendio senza dover lavorare, chi non accetterebbe? Ma adesso le cose appaiono differenti: il partito di Grillo, il movimento cinque stelle, ha iniziato a prendere piede seriamente e sembra comunque poter accontentare le aspettative o quantomeno le ultime speranze di tutti quei cittadini che negli ultimi anni non hanno votato oppure hanno continuato a farlo “turandosi il naso”, come si suol dire (io, comunque, non ce li vedo a tapparsi il naso mentre tracciano la maledetta crocetta sulle schede elettorali). Secondo me, si stanno tutti cagando sotto di fronte alla concreta ipotesi che un partito di cittadini comuni incazzatissimi con l’intera Casta possa realmente prendere il sopravvento e incasinargli infinitamente la vita. Ma in che modo evitarlo? Il movimento cinque stelle non è molto organizzato, è giovanissimo rispetto agli avversari che si trova davanti e non ha mai amministrato realtà superiori ai comuni. Ma d’altro canto, è l’unico vero rappresentante del popolo visto che i partiti “tradizionali” si sono limitati a rappresentare esclusivamente se stessi da un bel po’ di tempo a questa parte. e, forse, se ne sono resi conto e hanno paura. Così fanno l’unica cosa che è possibile fare in questo momento: incasinare la situazione. E mettere in dubbio il governo Monti è la via più semplice e diretta per farlo.

Senza contare che adesso la legge di stabilità passa completamente in secondo piano, dopo le seguenti dichiarazioni:

Alfano: “Siamo prontissimi a votare il disegno di legge di stabilità stringendo i tempi.”

Bersani: “Noi siamo pronti ad operare per l’approvazione nei tempi più rapidi della legge di stabilità.”

Insomma, l’aria è “sticazzi della legge di stabilità, chiudiamo in fretta questa faccenda e comunque non facciamo alterare Monti che sennò ci mette in punizione”. Come biasimarli? La legge di stabilità non toccherà di certo le loro vite, quello che toccherebbe le loro vite è un’ascesa del movimento cinque stelle. E Berlusconi e Alfano non hanno fatto altro che cercare di sfruttare un effetto sorpresa un po’ blando per racimolare forse voti da quella parte anziana e popolare (nel senso più negativo del termine) del nostro paese.

Ci ho riflettuto a lungo, sul movimento cinque stelle. Ho riflettuto a lungo sulle elezioni regionali in cui ho annullato la scheda, anni fa, perché non trovavo differenze rilevanti tra i candidati. E adesso penso che sia mio dovere di elemento del popolo andare a votare per l’unico partito, pur con i suoi difetti e le sue incoerenze, che si differenzia da quelli che abbiamo già visto mille altre volte in mille altre vesti, l’unico che prova a rappresentare il popolo anziché interessi. Almeno provarci, visto che la cosa non è mai stata sperimentata e non costa nulla che vada oltre il segnare una crocetta.

Andare a votare il PD, o il PDL, è un suicidio. Ma non votare, in questo caso, è indifferenza (lo dico proprio io che ero di tutt’altro a viso fino a pochi mesi fa). Nel segreto della cabina elettorale non ti vede né Dio, né Stalin, né Monti: ti vedi solo tu.