W la Pace

Quando sui giornali trovi memorie dei morti,

quando la cronaca nera si tinge del rosso della storia,

quando a sventolare non è ne un’opinione nè una bandiera,

quando il passato ha ucciso il presente che massacra incosciente il futuro.

Quando la guerra è lontana, talmente lontana da imporre la sua oppressiva presenza: magari potesse esser vicina, sfociare nel nucleare. Magarai radesse ogni cosa al suolo, ogni casa alla sua sola maceria d’inanimata materia. Magari sfoggiasse le sue armi batteriche e ci lasciasse crepare, uno per uno e tutti insieme. Senza davvero dover più pensare, guardare, ricordare.

Magari la guerra fosse così universale da riuscire a portarci la pace totale.

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One thought on “W la Pace

  1. Pingback: Giornata zero: prima della disastrosa caduta | Senza Bussola

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